Qi gong

qigong
foto pagina qigong

Sviluppatosi in Cina oltre 3000 anni fa, il Qigong (letteralmente Lavoro sull’Energia ) è una disciplina il cui fine ultimo è l’incremento e l’accumulo dell’energia vitale nel corpo. Il Qigong rappresenta una sorta di “ginnastica energetica” nella quale la pratica individuale di figure statiche o dinamiche è finalizzata a stimolare in maniera armonica ed equilibrata la circolazione del QI, ossia della forza vitale, all’interno del sistema energetico umano attraverso determinati “circuiti” chiamati meridiani.

Il rilassamento, un’adeguata respirazione, lo studio degli aspetti posturali ed un corretto atteggiamento mentale, sono le condizioni necessarie per acquisire la percezione ed il controllo sulla circolazione energetica.

Grazie alla sua riconosciuta capacità di migliorare le condizioni fisiche, psichiche e spirituali dell’individuo, il Qigong è ormai noto ed apprezzato in tutto il mondo e praticato secondo centinaia di stili tradizionali e diverse tipologie. I benefici apportati da una pratica costante sono evidenti e consistono nel generale miglioramento dello stato di salute e di equilibrio nella vita, nonché nel rinvigorimento della muscolatura, in una maggiore scioltezza articolare, nel rafforzamento di tendini e legamenti e nel riallineamento della colonna vertebrale attraverso l’acquisizione di una postura corretta.

La teoria della circolazione del Qi originatasi dal Qigong è alla base dei principi dell’Agopuntura, della Medicina Tradizionale Cinese, della Moxibustione, del Tuina e dello Shiatsu (in Giappone), tutte discipline in cui l’essere umano viene concepito come un insieme di più aspetti o livelli secondo il principio dell’olismo e per quali la pratica del Qigong si pone come strumento di stimolazione, disintossicazione, rinforzo e riequilibrio.

Il Qigong costituisce inoltre il fondamento per l’utilizzo della forza interna nelle arti marziali tradizionali cinesi e giapponesi.

Il Taijiquan (Tai Chi) ad es. può essere considerato come uno sviluppo del Qigong in forma marziale che ha tuttavia mantenuto al suo interno l’aspetto salutistico tipico del Qigong, nonché le caratteristiche di morbidezza e flessibilità derivanti dai principi di rilassamento e rilasciamento muscolare che muovono la forza interna in maniera differente da quella puramente muscolare.

Quindi, a seconda di come lo si intenda e pratichi, il Qigong può essere considerato disciplina per la salute, metodo di respirazione per il controllo dell’energia interna, arte marziale, meditazione in movimento o statica, Via di evoluzione della coscienza e dello spirito. Tanti aspetti in un’unica pratica, che li contiene tutti al contempo!

L’OSSERVAZIONE DEI PRINCIPI DEL QI GONG NELLA NATURA: IL MIO MODO DI VIVERE E INSEGNARE LA DISCIPLINA

L’OSSERVAZIONE DEI PRINCIPI DEL QI GONG NELLA NATURA: IL MIO MODO DI VIVERE E INSEGNARE LA DISCIPLINA

Come insegnante di Qi gong e come persona curiosa in generale, mi piace osservare i principi di ciò che pratico e insegno, nel mondo che mi circonda e di cui faccio parte. Ciò che viene studiato nelle lezioni di Qi gong, non è altro che l’applicazione delle leggi della natura alla pratica, che altrimenti diventerebbe un vuoto esercitare dei movimenti, privi di essenza e di forza.

Piuttosto che troppi concetti teorici – che spesso si trasformano in teologia, senza una concreta applicazione – preferisco (per mia indole), osservare il mondo naturale, per verificare come tutto ciò che vive si comporti nella stessa maniera: le leggi dell’Esistenza, su questo specifico pianeta, sono uguali per tutti, non si scappa. Il Qi gong – e il Taoismo da cui esso deriva – nasce dall’osservazione della natura, dei suoi cicli, delle sue mutazioni, realizzando che ogni cosa ha uno spirito e un funzionamento comune, che sottostanno appunto alla legge del Tao (cioè diciamo alle leggi della Natura, dell’Universo). Lo squilibrio profondo, con tutto il malessere, la malattia e la follia, di cui chi osserva è testimone ogni giorno, provengono dalla volontà sempre più marcata da parte dell’essere umano, di contorcere e modificare le leggi della natura secondo modelli artificiali, che sono frutto di un disequilibrio della mente. Questo si ripercuote non solo sulle azioni, sui desideri, sui rapporti interpersonali e verso la natura, ma anche nel modo di muoversi, stare in piedi, respirare. Nel mio modo di insegnare il Qi gong, pongo molta enfasi sul fatto di imparare a riconoscere i principi basilari della pratica, per poi osservarli nella vita quotidiana – sia quando vengono calpestati, sia quando osservando la natura, si nota come tutto fluisca nello stesso modo: con armonia e senza sforzo.

Secondo il mio modo di vedere questa disciplina, lo studio e la pratica dovrebbero travalicare le mura della palestra, per far sì che il praticante scopra di avere la capacità di reintegrare sé stesso nel flusso della Vita, da cui la condizione umana attuale lo separa.

C’è bisogno di aprire gli occhi, diventando testimoni diretti delle dinamiche dell’Esistenza. 

L’osservazione dei cicli delle stagioni, dell’espansione e della contrazione che danno origine al movimento armonico delle ali di un uccello, di un polipo nell’acqua, del pulsare di una stella; l’oscillazione senza rigidità di un salice che danza nel vento; il comportamento dell’acqua, che si adatta al suo recipiente, scorre naturalmente a riempire il vuoto, ma che può trasformarsi in un’energia dalla forza immane. Le foglie e i frutti che cadono da un albero, arrendendosi alla forza di gravità. Il movimento a spirale di un fulmine che si avvolge intorno ad un albero, così come fa lo stesso una pianta rampicante, oppure un turbine di vento o di acqua che si avvolgono fino a toccare il cielo o la terra. L’alternarsi dello Yin e dello Yang – la polarità passiva e quella attiva, che si rincorrono senza fine a generare il moto dell’Universo – lo si può contemplare ogni giorno, con il tramonto e il sopraggiungere della fase oscura, che a sua volte si concluderà con l’alba e il ritorno della fase luminosa, al sorgere del sole, la quale prenderà forza, crescerà e toccherà il suo apice, per poi decrescere fino a lasciare spazio al suo opposto, l’oscurità. Questi principi (espansione e contrazione, oscillazione, movimenti spiraliformi, alternanza delle fasi – e molti altri – sono i principi basilari del Qi gong, che si studiano e si praticano in ogni movimento, ogni esercizio, ogni sequenza).

Sono fermamente convinto che l’osservazione diretta della natura, come lo è stato in passato, sia la chiave per l’integrazione della conoscenza teorica nella vita quotidiana di ogni essere umano e, soprattutto, per tornare a percepire con i propri sensi e toccare con mano, la magia dell’Esistenza che fluisce tutto intorno, mentre si è occupati a pensare o a fare altro…

Luca Lenzi Cigliuti

QIGONG - galleria immagini